15 agosto 2008

Ricominciare...ad andare in palestra

Cosa fare? Limitarsi a drastiche diete, degne del più sadico aguzzino o associare una adeguata alimentazione ipocalorica e disintossicante con un po' di attività motoria?Meglio la seconda strada, per almeno due ragioni: 1) un regime dietetico indiscriminato comporta un calo di peso immediato, ma non stabile (effetto jo-jo). In più, in questo modo, rischieremmo di perdere peso a scapito del tessuto muscolare.
2) una dieta ferrea non si può prolungare nel tempo ma può purtroppo causare una caduta del tono umorale poco piacevole. Attività fisica allora, ma di che tipo?Fitness, naturalmente, ed essendo una stagione non proprio ideale per l'attività outdoor, ci recheremo in palestra a fare un po' di cardio-fitness, sala pesi, acquagym e… poi? Sicuramente per coloro che non sono degli esperti, trovarsi al cospetto di così tante attività non può far altro che creare confusione. Che fare allora? Vi propongo un "allenamento tipo" da fare in palestra, se avete bisogno di perdere peso e volete riprendere l'attività motoria senza traumi. Iniziamo con 15/20 minuti di attività cardio-fitness , che attiva e aumenta il nostro metabolismo energetico a scapito delle riserve adipose (grassi). Possiamo alternare: 5/6 minuti di bike con 8/10 minuti di tappeto rullante e infine ancora 5 minuti di bike verticale. Fate lavorare anche flessori ed estensori di arti inferiori e arti superiori, addominali e altri muscoli del tronco con varie macchine a disposizione nella vostra palestra. Per ogni tipo di esercizio fate 2/3 serie da 15/20 ripetizioni. Finiamo quindi con 5/6 minuti di bike e alcuni esercizi di stretching. Ripetete questo "allenamento tipo" due volte a settimana ed associatelo a qualche corso, come la FIT BOXE utilissima a bruciare calorie circa 500 a lezione ed abbattere lo stress post ritorno a lavoro. Buon rientro in palestra.

6 luglio 2008

Guida pratica all'alimentazione estiva

Se in inverno al nostro organismo occorrono molte calorie per vincere freddo e basse temperature, in estate bisogna invece mangiare poco.Del resto, se non si vuole vanificare in poco tempo i sacrifici fatti (magari con varie diete dimagranti) per arrivare in linea all'appuntamento con l'estate, occorre rivedere subito il proprio fabbisogno calorico che, a causa della riduzione del nostro metabolismo basale per via del caldo, va sicuramente ridotto, a volte anche drasticamente.Dunque meno calorie, ma anche e soprattutto calorie "diverse". Così, al posto di pietanze ricche in sughi e grassi, occorre privilegiare cibi freschi e leggeri, che oltre ad apportare meno calorie impegnino in misura minore il nostro organismo, già di per sé affaticato da canicola e sudore.Ecco quindi dieci regole d'oro da seguire per una corretta alimentazione estiva.- Ridurre il numero delle calorie, in media di circa 2/300 al giorno.- Diminuire l'apporto di grassi e carni in genere dando la preferenza al pesce, sia per il suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi (prevengono il colesterolo) che per l'alta digeribilità e il minor apporto calorico.- Uova e formaggi, specie se freschi, possono sostituire la classica bistecca o un buon piatto di affettati. Senza dimenticare, in questo contesto, un quotidiano uso di latte o di yogurt.- Frutta e verdura vanno consumate in grande quantità. Del resto, se si vogliono rimpiazzare le vitamine e soprattutto i sali minerali che se ne vanno col sudore, è più che logico introdurre nella dieta quotidiana almeno 500-600 grammi di frutta e verdura.- Sostituire le varie salse e sughi di carne con della buona e fresca pomarola.- Per prevenire le tossinfezioni alimentari (molto frequenti in questo periodo) è importante mangiare cibi freschi, cotti al momento e subito consumati, dato che una qualsiasi pietanza può venire facilmente "inquinata" dal caldo.- Bere sempre molta acqua. Sudando il nostro corpo perde acqua continuamente attraverso i pori della pelle e con l'acqua se ne vanno anche importanti elementi, come il cloruro di sodio (sale), il potassio ed altri minerali. Quanta acqua? Ebbene, se in condizioni normali abbiamo bisogno di circa 1 millilitro di acqua per ogni caloria introdotta, in estate, quando il caldo è massimo, occorre aumentare il fabbisogno a 1,5-2 millilitri di acqua per caloria al giorno (in media circa 2 litri).- Riduzione drastica, invece, per alcolici e super alcolici in quanto non solo apportano calorie in eccesso e soprattutto inutili, ma anche perché rallentano i già difficili processi digestivi, causando torpore e sonnolenza.- Il gelato, se inserito in una dieta corretta, rappresenta un vero e proprio alimento "magico" non solo per vincere caldo e arsura, ma anche perché, essendo di facile digestione e assimilazione, è particolarmente indicato per molti anziani con problemi di masticazione.- Attenzione, invece, all'uso sconsiderato di variopinti amari, digestivi e bevande simili che, contrariamente a quanto si crede, difficilmente riescono a calmare la sete.Tutto questo senza mai dimenticare che è proprio in estate che si verificano i maggiori "incidenti" cardiovascolari (infarto, ischemia cerebrale ecc.), il tutto a conferma che è sicuramente sbagliato e pericoloso sostituire lo stress del lavoro con abbuffate e abbondanti libagioni.

25 maggio 2008

NASCE MATTEO

23 GIUGNO 2008 è nato MATTEO Auguri ai neogenitori Barbara (nostra ex corsista) e Nando. Da tutti noi un abbraccio caloroso aspettando Matteo e Barbara in palestra.

10 maggio 2008

La felicità?

E' possibile con una nuova filosofia di vita. Alimentazione, sport e psicologia i tre ingredienti per raggiungerla. Ma come? “Imparando non solo a gestire i problemi quotidiani, ma soprattutto ad evitarli senza dimenticare il controllo dell’alimentazione e la pratica di una sana attività sportiva. Seguendo queste tre vie - dieta italiana, “wellrunness” (ogni minuto di corsa effettuata ne aggiunge tre di vita), “well-being” (la tappa psicologica per raggiungere la felicità) - è possibile avere un’ottima qualità di vita ed essere felici”.Si definiscono hard people le persone con mente e corpo forti. Chi non riesce a diventare hard resta nel purgatorio del “soft people” o, peggio, nell’inferno del “low people”. Le persone “non hard” accettano le loro limitazioni come normali e ritengono eccessivamente stressanti le situazioni solo perché non sono abbastanza forti per gestirle: in pratica, sopravvivono anziché vivere. Ma vediamo, voce per voce, la formula per raggiungere la felicità. ▪ Dieta. metodo si basa su una nuova cucina, detta ASI (acronimo di Appetibile, Saziante, Ipocalorica), orientata al rispetto della tradizione mediterranea, ma prevede anche uno stretto controllo delle calorie. “Si tratta di un nuovo modo di intendere la cucina, che supera il binomio buono = ipercalorico che prevede ricette creative che variano nel gusto e nella preparazione, senza mortificare né il palato né la bilancia”. ▪ Wellrunness. Com’è noto, fare sport è importante per chiunque voglia vivere bene: chi fa sport, infatti, è più attivo, dinamico e in genere ha una visione più positiva dell’esistenza. Inoltre, in base ai risultati di alcune ricerche internazionali, ogni minuto della vita trascorso correndo ne aggiunge altri tre al tempo che resta da vivere. Ecco perché a lezioni alimentari anche lezioni sportive, che consentono a tutti di iniziare gradualmente a praticare uno sport: principalmente il più semplice, ossia la corsa. ▪ Well-Being: dalla definizione di felicità alle regole per raggiungerla. Grazie all’analisi di migliaia di risultati dei test è stato possibile studiare la popolazione dal punto di vista psicologico e scoprire, un po’ a sorpresa, che tutti coloro che hanno una vita che considerano molto soddisfacente hanno tutti tratti comuni. Dall’ambiziosa definizione matematica della felicità alla definizione delle cosiddette “personalità elementari”, il Well-being si propone come la prima filosofia occidentale comprensibile a tutti e applicabile facilmente. Il percorso per raggiungere la felicità ed entrare a far parte dell’”Hard People” comprende vari momenti: fase propedeutica, per acquisire la capacità di amare e non commettere errori interpretativi della realtà; fase teorica, per capire se stessi e gli altri; fase pratica, per applicare ciò che si è appreso fino a rendere la propria personalità equilibrata. “Hard People, la felicità è possibile”: importante obiettivo.

17 aprile 2008

Fiera di Rimini

Dal 15 al 18 Maggio 2008 Rimini Wellness per istruttori ed appasionati con unico scopo: restare in forma. Anche la B-Cube Academy presente con i suoi istruttori, non mancate. Mario Di Loreto e Vanni per non solo fitboxe.
Per info: Segreteria FIF, tel. 0544/34124, www.fif.it - fif@fif.it. Buon devertimento a tutti.

5 aprile 2008

Certificazione 5 e 6 apr a Salerno

Super Mario Di Loreto ci ha letteralmente strapazzati...credevamo di essere già dei professionisti ma lui ci ha prontamente smentiti...nel senso buono...e come sempre nella vita ci sono tante cose da imparare ancora...giornata tipo...GIORNO 5, ore 1000 parte teorica...ore 1230 parte pratica per gli esaminati cioè noi...ore 1330 cazziatone esagerato sui nostri difetti...ore 1400 pranzo leggero però...ore 1530 ancora parte teorica...ore 1630 super lezione di fitboxe di Mario...bella...bella...bella...e domani è un'altro giorno...speriamo bene...con l'esamone finale...riusciranno i nostri eroi...ma si...certo che si...vero è che siamo stati un po' abbandonati in Campania sui vari corsi di aggiornamento...cioè non abbiamo potuto aggiornarci sulle nuove tecniche e varianti...però grazie ad internet e qualche filmato su google abbiam potuto capire ed estrapolare comunque qualcosa di buono per i nostri allievi...ai posteri l'ardua sentenza... GIORNO 6, ore 1000 inizio parte didattica...ore 1100 due ore di parte tecnica a coppia...ore 1300 parte tecnica applicata al sacco con la musica con esame finale...ore 1400 pausa pranzo...ore 1430 inizio lezione di Rochy Training con Matteo....very good...stanchissimi ma divertitissimi...ore 1600 consegna dei diplomi...UN SALUTO particolare va dato ai miei compagni di viaggio da Ilaria Serra da Caserta, Elvira Farese da Benevento, Raffaella Gaddi e Selene Sanna da Potenza ma soprattutto il grande unico trascinatore...Vincenzo Mazzarellaaaaaaaaaaaaaaaa....alla fine per ultimo ma non per importanza: GRAZIE MARIO, non ci resta che piangere.

14 marzo 2008

STRETCHING? perchè farlo?

Lo stretching (dall’inglese to stretch: allungare, stendere) si identifica con quei gesti naturali di allungamento che fanno parte della nostra quotidianità: tutti noi compiamo, in maniera del tutto spontanea, azioni di autostiramento, allo scopo, per esempio, di prepararci al movimento o di cercare sollievo dalla fatica. Sono gesti istintivi, che spesso facciamo senza rendercene conto, che, però, ormai da anni, grazie ad una sempre maggiore applicazione della ricerca scientifica alla pratica sportiva sono divenuti parte integrante della preparazione per tutte le discipline, in quanto, per esempio: - aiutano nella prevenzione dei traumi; - accorciano i tempi della riabilitazione post infortunio; - accelerano il recupero dalla fatica; - facilitano la ripresa del lavoro atletico dopo un periodo di inattività; - favoriscono il rilassamento. Lo stretching (anche se naturale ed istintivo) deve essere eseguito in modo corretto, in sintonia con il proprio corpo, senza mai eccedere. Risponde alle necessità di tutti, ma, per avere risultati, servono regolarità e capacità di rilassamento. Oltre agli impieghi che trova in tutti gli sport (in fase di riscaldamento, nel defaticamento e come prevenzione alle lesioni), oggigiorno è stato riscoperto come una vera e propria forma soft di attività fisica, che privilegia il benessere migliorando la capacità rilassamento, l’elasticità muscolare, la mobilità delle articolazioni ed il tono muscolare. Lo stretching può essere: - dinamico (caratterizzato da una estensione graduale che arriva ai limiti dell’allungamento stesso); - statico (consiste nel mantenere per un certo tempo una determinata posizione). Entrambi possono a loro volta essere eseguiti in modo: - attivo (l’allungamento viene raggiunto attraverso la contrazione dei muscoli antagonisti); - passivo (vi è il ricorso all’aiuto di attrezzi specifici o di un partner).